Workshop sull’allestimento del tokonoma

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Come di tradizione, l’ultimo giorno, prima di tornare a casa si discutono gli allestimenti nel tokonoma.

L’allestimento nel tokonoma (tokokazari) è molto diverso da quello che si fa in mostra (sekikazari).

Nel tokonoma si possono usare dei jiku, kakejiku, kakemono. Gli spazzi sono più ampi, tutti gli elementi devono essere armoniosi ed in relazione.

Momento sempre molto costruttivo per tutti i soci, esperti e principianti.

Autor: Nicola Kitora Crivelli
Fotos: Nicola Kitora Crivelli


Like usual the last day of the show, before heading home, the preparation of the tokonoma has been discuss.

The presentation in the tokonoma (tokokazari) is very different from the one in the showhall (sekikazari).

In the tokonoma jiku, kakejiku, kakemono can be used. The spaces are wider, all the elements has to be in harmony whith each other.

A very constructive moment for all, the members, the esperts and the beginners.

Autor: Nicola Kitora Crivelli
Fotos: Nicola Kitora Crivelli

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La mostra

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In tutte le manifestazione Bonsai di qualità, e Bonsai Summer Festival è definitivamente una di quelle, c’è sempre il bonsai al centro dell’attenzione, questo non vuol dire solo albero! Ovvio che le demo ed i workshop non sono da diminuizare, anche perché è importante capire come curare la pianta per poterla un giorno portare in mostra. Quest’anno, anche se il formato “Campus” è stato più familiare , ha comunque offerto allo spettatore un buon mix di bonsai o meglio, tutto quello che racchiude l’arte del bonsai, che ricordiamo non è solo l’albero. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di contemplare una piccola ma raffinata selezione di conifere, latifoglie, ishizuki, kusamono, shohin e anche suiseki.

Un delicato pino accompagnato da un’altrettanta delicata felce, un impressionante prunus mahaleb con una corteccia spettacolare, un pero selvatico con i frutti, due aceri palmati che emanavano la freschezza dell’estate a venire, ginepri in stile ishizuki, uno splendido abete bunjin, una ceppaia di faggi, meravigliosi kusamono, un suggestivo suiseki, una composizione shohin e tant’altro.
La composizione che mi ha più colpito quest’anno è stata l’abete in stile bunjin, che ammeto di aver gia visto sui social media, ma mai mi sarei aspettata di sentirmi cosi piena di gioia alla vista di questo abetino come pure alla vista della composizione kusamono che mi ha molto colpito, semplice ma speciale.

Le foto nella gallery mai potranno emanare quello che un bonsai emana in mostra, spero comunque che la qualità e la raffinatezza di queste composizioni siano apprezzate poiché c’è tanto amore e tanti sacrifici dietro ogni singola pianta esposta.

Autor: Melanie Walzer
Fotos: Nicola Kitora Crivelli



In all quality bonsai show, and Summer Bonsai Festival is definitely one of those, the bonsai is always in the focus of attention, this doesn’t mean only the tree! Off course the demo’s and workshops are important, because you need to learn how to care for the plant in order to expose it one day to a show. This year, although in a familiar “Campus” format, the NBSKE brought together a small but fine collection of trees in order to offer the public the best of bonsai art, which we recall are not only trees. We had the honor and pleasure to contemplate a small yet stylish selection of conifers, deciduous, ishizuki, kusamono, shohin and suiseki.

A delicate pine escorted by as well delicate fern, a impressive prunus mahaleb with a spectacular bark, a wild pear caring fruits, two maples that exhale the freshness of the upcoming sommer, ginipers in ishizuki style, a superb spruce in bunjin style, a stump of beech, marvelous kusamono’s, a suggestive suiseki, a shohin composition and more.
My favorits at the show were the bunjin spruce, which I already seen on the social media, but never would have expected such to feel such emotional, so full of joy by the view of this small fellow and a kusamono composition which was very simple yet very special.

The fotos in the gallery never would they give the viewer such feeling as it can give when looking at them live, although I hope everybody appreciate the quality and refinement of each composition because each one has so much love and sacrifice behind them.

Autor: Melanie Walzer
Fotos: Nicola Kitora Crivelli

Workshop con Edoardo Rossi-Bunjin

Lo stile Bunjin, a differenza di quello che sembra, è uno dei più difficili da capire, Edoardo Rossi ci ha fatto una lezione molto approfondita su questo stile, lo stile dei letterati.

Per creare un buon albero bunji è indispensabile capire la cultura orientale.

Enjoy bonsai!

Autore: Nicola Crivelli
Foto: Nicola Crivelli


 

The bunjin stile, unlike what it seems, is one of the most difficult to understand. Edoardo Rossi held a very in deep lesson about this style, the style of the literati.

In order to create a good bunjin tree a good knowlege of the oriental culture is required.

Autor: Nicola Crivelli
Foto: Nicola Crivelli

 

WORKSHOP DI SHODO – di Andrea Zamboni.

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Nella appena passata edizione del Summer Bonsai Festival “Campus” tenutasi a Fai della Paganella (Tn), organizzata dalla Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe e coadiuvata dall’Associazione Trentina Bonsai, ho tenuto un workshop sull’arte della Calligrafia o Shodo.

Innanzitutto mi presento, mi chiamo Andrea Zamboni, sono principlamente bonsaista e socio della NBSKE ma amo molto anche praticare lo Shodo, sono allievo del Maestro Nagayama Norio da qualche anno.

Lo shodo è una forma d’arte; alle spalle di una bella opera di shodo c’è un attento studio dei Kanji, lo studio iniziale comprende la ripetizione dei tratti che compongono il carattere per centinaia di volte, fino a quando i movimenti, gli spazi, i pieni e vuoti, il bianco ed il nero vengono interiorizzati fino a divenire propri, solo a quel punto nell’opera il calligrafo rilascia la sua energia, anima, forza e sentimento chiamato anche Ki.

Il workshop era strutturato in quattro fasi:

  • padronanza del pennello.
  • i primi tratti (orrizontale, verticale) con particolare attenzione all’entrata e uscita del tratto.
  • imparare un kanj.
  • eseguire nello stile “libero” il kanji imparato su carta di riso di formato medio grande, con un’esecuzione a terra.

Nella fase iniziale gli “allievi” hanno preso confidenza con il pennello, imparando ad impugnarlo e a calibrarne la  forza; di seguito ho cominciato a far comprendere l’importanza primaria sulla “entrata” e sulla “uscita” del tratto, nonchè sull’importanza, anch’essa basilare, dell’uso del corpo e non del polso nell’esecuzione dei tratti, questo è forse l’elemento primario, l’uso del corpo fa si che, nella calligrafia, si trasmetta la forza, l’energia, il cuore del calligrafo, ovvio è che in questa fase d’apprendimento non è facile, capire ed attuare appieno questi principi.

Ho chiesto loro poi di scegliere un kanji tra quelli che vi erano nella dispensa  e dopo uno studio approfondito del carattere e dei tratti dei quali  è formato l’hanno, a fine lezione, riprodotto su un foglio di carta di riso di medio formato eseguendolo a terra, inutile dire, e ciò lo si può evincere dalle immagini, che le bellissime loro opere mi hanno dato molta soddisfazione.

Alla fine anche Monica e Nicola, due notevoli calligrafi, si sono aggiunti al gruppo regalandoci due belle calligrafie.

E’ stata una bella esperienza, sopratutto perchè è stata la prima volta come “insegnante”, e il risultato è stato sorprendente, spero che anche i partecipanti si siano divertiti.
Sotto per voi le immagini. Purtroppo non ho le immagini di tutte le calligrafie su carta di riso di tutti i partecipanti.

Autore: Andrea Zamboni
Foto di: Nicola Crivelli, Melanie Walzer, Niko Scarafia, Diego Rigotti, Giorgio Defaccio



In the last edition of the Summer Bonsai Festival “Campus” held in Fai della Paganella (Trentino, Italy), organized by the Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe and supportet by the Associazione Trentina Bonsai, I gived a Workshop of the art of calligraphie or Shodo.

First of all, I will like to introduce myself. My name is Andrea Zamboni, I mainly a bonsaist and member of the NBSKE but I also love to practice Shodo, I am student of Master Nagayama Norio since quite some time now.

Shodo is a form of art, behind of a nice piece of shodo there a careful study of the Kanji, the initial study consist in hunderet of  repetition of the stroke that assemble the character, until the movement, the space, the fullness and emptiness, the black and the white  are interiorized to become their own. Only at this point the calligrapher releases in his work his own energy, soul, straight and feelings also known as “ki”.

The workshop was structurized in 4 parts:

  • How to control the brush
  • The first strokes (horizontal, vertical) with special attention on the entrys and exit of the stroke
  • Learn a kanji
  • Perform on the floor on rice paper with a middle-big format the learned kanji

 
In a first stage the “students” became familiar with the brush, learning how to hold it and control the straight of it. Then I tried to explain the prime importance of the “entrance” and “exit” of the stroke, as well and also of main importance, using the body and not the wrist for the strokes, this is maybe the most important thing. When using the body, in calligraphy, the hole straight, energy, the heart of the calligrapher goes on paper; the Japanese uses a term called “Ki” to describe this energy, of course in this stage of learning way to in depth and not easy to understand and to practice.

After choosing a kanji from one of those illustrated in the brochure given to them, the students reproduced it on middle sized rice paper, placed on the floor. Needless to say and you can see it also on the photos, that the beautiful works give me great satisfaction.

At least Monica and Nicola, two remarkable calligraphers, joined the group givin us all two beautiful calligraphys.

It was really a nice experience, especially for me being a “teacher” for the first time, and the result was amazing, hopefully the students join the workshop as I did.

Here some pictures, unfortunately I don’t have all the calligraphy’s on rice paper of all the participants.

Autor: Andrean Zamboni
Foto: Nicola Crivelli, Melanie Walzer, Niko Scarafia, Diego Rigotti, Giorgio Defaccio.

 

NBSKE: http://www.sakkakyookai-e.com/

Associazione Trentina Bonsai: https://www.facebook.com/pages/ASSOCIAZIONE-TRENTINA-BONSAI/271865209493924

Bokushin (Norio Nagayama) : http://www.bokushin.org/

Dimostrazione ishizuki e boschetto – Nicola Crivelli

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Dopo la lezione teorica al mattino, ho assistito Nicola alla parte pratica nel pomeriggio. In quest’ultimo anno ho lavorato molto con il maestro, ma sempre nel suo laboratorio e sempre in formato casual con pause, chiacchierate e tante risate. Assistere il maestro ad una demo è un po’ diverso, non tanto per il pubblico, che tra l’altro è stato molto attivo con domande di ogni tipo e suggerimenti sulla composizione, ma più per paura d‘ostacolare la buona riuscita della composizione come pure di essere troppo lenta. Fare bonsai richiede pazienza per contemplare l’opera nel corso della realizzazione, per discutere e considerare altre opzioni, in breve ci vuole tempo. In una demo, interessante è spettacolare che sia, si è sempre sotto pressione, nel tempo che si ha a disposizione bisogna che la composizione sia finita, senza se e senza ma. Cosa che mi ha innervosito un po‘ ma visto che Nicola ha già fatto mille dimostrazioni abbiamo finito in tempo con un risultato eccelso.

Per essere la prima volta da assistente è stata un’esperienza speciale. Certo che impastare la keto è un po come giocare con il fango ma molto più divertente e poi s’impara sempre cosi tanto i queste dimostrazione se si può metter mano.

Grazie Nicola Crivelli per questa lezione, molto appezzata dal pubblico, molto ammirata dai membri esperti e una grande esperienza personale.

Autor: Melanie Walzer
Fotos: camera di Nicola Kitora Crivelli



After the theory lesson in the morning, I assist Nicola during the practical part in the afternoon. This last year I worked a lot with the master, but always in his laboratory and always on a casual feeling with breaks, chats and many laughs. To assist the master in a demonstration is a `bit different, not because of the audience, which by the way was very active with questions and suggestion of all kind, but also because of the fear of hinder the success of the composition as well of being to slow. Doing bonsai requires patience in order to look at the composition during the realization, to discuss and consider other options, short it takes time.
In a demonstration, no matter how spectacular this can be, you only have an amount of time in order to finish, without the ifs and buts. Thing that made me nervous but knowing that Nicola has already done thousands of demonstration we finished in time with a beautiful result.

As this was the first time to work as assistant, it was form me a very special experience. Sure was fan to play and knead the keto, is just as fun as playing with mud but more enjoyable and you learn even more if you can work on the composition.

Thank you Nicola Crivelli for this lesson, really appreciate from the audience, admired from the Full Members and a great personal experience.

Autor: Melanie Walzer
Fotos: camera di Nicola Kitora Crivelli

Lezione di Boschetto e Ishizuki – con Nicola Crivelli

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Per la Scuola d’arte bonsai da cui Nicola proviene, gli stili boschetto e su roccia, in giapponese yoseue e ishizuki, vengono definiti bonsai creativo perché posso essere esposti in brevi tempri e molto studiati dalla scuola. Ma anche se sono creativi non vuol dire che tutto puo andare in un boschetto o su una roccia, ci sono delle regole da seguire e degli approcci da sapere. Nicola Crivelli a presentato molto dettagliatamente i due stile, spiegando anche alcuni errori che altri fanno e consigli sulla coltivazione.

Sembra che mi ripeto, ma è proprio questo che rende il formato “Campus” cosi speciale, un maestro esperto con anni d’esperienza che condivide con i membri il suo sapere. Ho già accennato che il fine settimana di Campus è gratuito per tutti i membri della NBSKE?
Per chi non lo sapesse, iscriversi non costa niente, solo un email ed il proprio nome, e con soli 35 € all’anno si diventa già membri.

Autor: Melanie Walzer
Fotos: camera di Nicola Kitora Crivelli


At the Scuola d’arte bonsai, which Nicola is coming from, the forest style aswell as the on rock style are classed as creative bonsai because it takes only a couple of years to be ready for exibistion and are very studied by the school. This does not mean that on this two style everything is allowed, there are rules to follow and approch to know. Nicola gived us a dettailed leasson on this two style, explaing the most comon mistake people make and giving advice on the care to give.

It seems I am repeating myself, but is exactly this kind of lesson that makes the “Campus” format so special, expert masters with years of experience shares his knowledge to the members. Did I mentioned that the Campus week-end was  free for all NBSKE members?
For those who do not know, to become a member is easy: you only have to give your name and email and with 35 € per year you are in it!

Autor: Melanie Walzer
Fotos: Nicola Kitora Crivelli camera

A lezione di shohin con Niko Scarafia

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Gli shohin sono per me l’essenza del bonsai! Ragion per cui non avrei potuto perdermi la lezione sugli shohin di Niko Scarafia. Le piccole piantine sono delle meraviglie in miniatura ma per chi pensa che siano facili, cari miei è una bella gatta da pelare.

La  lezione è stata molto interessante, si è discusso sulla scelta del materiale adatto, la cura, l’annaffiatura, la concimazione, il rinvaso, i metodo migliori per evitare i merli per finire infine nell’allestimento che a parere di tutti è sicuramente la cosa piú difficile da fare. A pensare che per un allestimento a 5 elementi è necessaria una scelta di piante superiore ai 40 esemplari…una bella gatta da pelare!!

Grazie a Niko che ha proposto una perfetta presentazione la quale ha acceso discussioni affiatate su diversi punti di vista, dai massicci tronchi di alcuni pini, al fatto che ci siano allestimenti a numeri pari, alla qualità dei vasi, al fatto che gli alberi all’interno della composizione si devono guardarsi fra di loro, se metter o no un tavolino sotto l’albero principale. Insomma ragazzi, una bella gatta da pelare!!

Autor: Melanie Walzer
Pictures: Nicola Kitora Crivelli

Enjoy Bonsai!



For me the shohin is the essenze of bonsai! Reason why I had never missed the lesson of Niko Scarafia. This small cute little trees are treasure in a pot and are really not easy to care, a tough nut to crack!

The lesson was really interessting, covering the choice of the right material, the care, the watering, the fertilization, the repotting, the best way to scare blackbird away and lastly the presentation in the tokonoma which all agreed is surely one of the most difficult things to do. Thinking about a “simple” 5 point presentation , a choice of 40 trees is needet ….a tough nut to creack!

Thanks to Niko who presented a difficult task in an easy way and startet a close-knit discussion on many points, like the big chunky trunks on some pines, if in a preseantation has to be even or odd, the quality of the pots, that the trees has to look at each other within the composition, if the main tree has to have or not a table…..short guys, a tough nut to crack!

Autor: Melanie Walzer
Pictures: Nicola Kitora Crivelli

Enjoy Bonsai!